BONIFICA AMBIENTALE A FEGINO E BORZOLI? PUO' ATTENDERE LE CALENDE GRECHE!
Lunedì diciotto aprile scorso, nei quartieri genovesi di Borzoli e Fegino, si è assistito all’ennesimo disastro ambientale: una condotta di oro nero, che collega il porto petroli del quartiere di Multedo alla raffineria Iplom del Comune di Busalla, si è rotta provocando lo sversamento di 680 mila litri di greggio nei torrenti Pianega, Fegino, e Polcevera.
Oltre all’incalcolabile danno per l’ecosistema, si è da subito prodotto un altro problema: la popolazione della zona interessata all’evento ha cominciato a soffrire di disturbi di salute dovuti alle esalazioni degli idrocarburi fuoriusciti dal condotto che galleggiavano tranquillamente nei corsi d’acqua.
Il comitato spontaneo dei residenti, nato nell’immediatezza del fatto, ha chiesto sin da subito che fosse bonificata l’area interessata dalla presenza di sostanze tossiche: ma siamo a metà settembre e – nonostante le rassicurazioni ricevute – niente si è mosso: anzi, ora l’assessore comunale all’ambiente, Italo Porcile, afferma che “non potrà cominciare prima del 2017”.
Certamente bisogna che l’azienda si attivi per risolvere le prescrizioni dettate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Liguria, ed occorre anche che ai lavoratori della stessa industria venga riconosciuta la cigs a causa del fermo temporaneo degli impianti – visto che le colpe di quanto accaduto sono dei padroni della stessa, certo non degli operai – ma a parere di chi scrive si potrebbe, e dovrebbe, procedere parallelamente alle dovute opere di risanamento ambientale.
Genova, 17 settembre 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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